Pagelle Il Lombardia 2026: Seixas passa con lode l’esame di maturità, Mas ancora eccellente, tanti italiani protagonisti – Evenepoel incompiuto, Del Toro stavolta non c’è, Ayuso stecca di nuovo

Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), 120: Come il numero di edizioni che ci sono volute prima che un giovanotto di poco più di vent’anni riuscisse a vincere la Classica delle Foglie Morte. Il francese si conferma talento di inestimabile valore strapazzando la concorrenza con un’azione di forza e classe, seppur senza immediati fuochi d’artificio. La gestione delle varie situazioni di corsa, anche grazie a un buon supporto di squadra, è impeccabile, il momento dell’attacco è scelto con intelligenza e tutto il resto, da lì fino al traguardo, dimostra, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che siamo di fronte a un corridore epocale.

Enric Mas (Movistar), 10: Arriva senza clamore, senza grandi aspettative esterne, senza guardare agli altri, ma pensando solo a s stesso e tira fuori un’altra splendida prestazione, battuto solo da un fenomeno come forse non se ne sono mai visti, almeno a quell’età. Per lo spagnolo, è il secondo podio nella Monumento lombarda, a testimonianza di un bagaglio tecnico e fisico di primissimo ordine. Se poi la testa è libera, i risultati arrivano.

Giulio Ciccone (Lidl-Trek), 8,5: Dice che non sta al meglio, ma chiude comunque terzo e sale quindi di nuovo sul podio, dopo quello del 2025, di una corsa che rimane fra le sue preferite. Il suo finale di stagione è di una solidità eccezionale e, probabilmente, la squadra tedesca lo rimpiangerà (era la sua ultima corsa con questa maglia), soprattutto in Classiche di questa tipologia.

Pello Bilbao (Bahrain Victorious), 8: Buona l’ultima per il basco, che chiude la carriera consegnando agli annali l’ennesimo piazzamento di gran qualità del suo percorso agonistico, presentandosi al traguardo insieme a tanti grandi nomi. Forse non era lui la carta principale nel mezzo della squadra, ma alla fine, una volta di più, il suo lo ha fatto. Eccome.

Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5), 7,5: Due errori (il primo di posizione, il secondo a incaponirsi a seguire Seixas nel momento in cui il francese fa i buchi nell’asfalto) gli costano carissimo, ma comunque c’è ancora una volta e lotta fino alle fine. L’inglese (che nel 2027 potrebbe trovarsi proprio il sopracitato Ciccone come compagno di squadra…) è comunque una garanzia di rendimento, su tutti i terreni.

Brandon McNulty (UAE Emirates XRG), 7,5: Non era nella sua giornata migliore, ma corre comunque bene, onorando la maglia iridata fino in fondo. Prova un attacco “nazionale” da lontano e poi rimane nel cuore dell’azione, chiudendo quinto a Como. Per lo statunitense è comunque un risultato di ottimo livello, che salva anche, forse solo parzialmente, il bilancio giornaliero della squadra emiratina.

Filippo Zana (Soudal Quick-Step), 7: Di certo non era il nome più atteso, eppure non esita a muoversi ed a provare a correre con coraggio quando la corsa entra nel vivo. Si trova in posizioni di rilievo sulle salite decisive e fa fruttare la giornata chiudendo al nono posto, risultato che fa il paio con il decimo ottenuto qualche mese fa in un’altra Monumento da fondisti, la Liegi-Bastogne-Liegi.

Michael Leonard (EF Education-EasyPost), 7: Ultimo dei fuggitivi a mollare, il canadese è l’emblema di un gruppetto che ha provato fin dai primi chilometri a regalarsi un sogno. Con lui fino a qualche istante prima rispetto all’arrivo del gruppo dei migliori anche Sylvain Moniquet (Cofidis), Julien Bernard (Lidl-Trek), Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), George Bennett (NSN Cycling Team) e Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), oltre a quel Ben O’Connor (Jayco-AlUla) di cui parliamo a parte.

Christian Scaroni (XDS Astana), 7: Un piazzamento – ottavo posto –  che conferma le sue qualità e anche una condizione invidiabile, visto quel che era stato capace di fare una settimana fa agli Europei. Ci mette anche tanta sofferenza, ma si confronta con corridori più “scalatori” di lui senza alcun tipo di passività ed è reattivo anche nel prendere il treno a stelle e strisce che si muove sul Ghisallo. Per sua sfortuna, però, quell’azione non decolla.

Mathys Rondel (Tudor), 6,5: Corre in modo ordinato, gestendo bene lo sforzo per raccogliere un altro risultato di livello in una stagione importante. Il francese, che a Como è decimo, si conferma quindi corridore promettente, ma anche già pronto per i palcoscenici più importanti,

Ramses Debruyne (Alpecin-PremierTech), 6,5: Come Rondel, è un altro ragazzo che sta facendo grandi passi nella sua crescita e che si toglie lo sfizio di chiudere una Monumento a stretto contatto con corridori di gran nome. Da vedere quali strade sceglierà di percorrere nella sua progressione di carriera, perché quella di specialista da Classiche sembra essere molto interessante.

Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort), 6.5: Fondamentalmente non si vede, ma ottiene un piazzamento molto prezioso per la squadra, pensando soprattutto alla questione “trentesimo posto” nella Classifica UCI. Per lui, comunque, il 19esimo posto con cui chiude la sua fatica è la testimonianza di una maturazione che prosegue e che ha ancora spazio per poter germogliare ulteriormente.

Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe), 6: La sufficienza perché mostra finalmente maturità nel gestire le difficoltà, senza litigare con nessuno e perché decide di non arrendersi, fino comuque a prendersi la quarta posizione, risultato non trascurabile. Ma per come ha sacrificato Giulio Pellizzari (8), che da solo sostanzialmente fa esplodere il gruppo, riprende la fuga e evita altre azioni, poteva decisamente fare di più.

Jarno Widar (Lotto Intermarché), 6: Dopo la splendida vittoria alla Tre Valli Varesine, il suo nome sale nelle varie griglie dei pronostici, ma non riesce a spiccare, anche se entra negli ultimi 10 chilometri ancora nel vivo dell’azione. Ci prova, ma in fin dei conti “esplode”, chiudendo poi nella seconda pagina dell’ordine d’arrivo. È giovane, avrà tempo e modo di riprovarci.

Ben O’Connor (Jayco-AlUla), 6: Vederlo nella fuga del mattino è abbastanza sorprendente, ma è probabilmente la dimostrazione più netta possibile del fatto che la condizione non sia quella dei giorni migliori. Comunque, lodevole per l’impegno e per la determinazione, anche se, a ben guardare, la squadra sperava in qualcosa in più da lui, guardando all’intera stagione.

Ben Healy (EF Education-EasyPost), 5,5: Generoso, ma non sempre basta. La sua stagione, costellata da problemi di varia natura, non è stata indimenticabile e anche l’epilogo di questa prova lo vede coinvolto sì, ma come attore non protagonista, fatta eccezione per un tentativo con cui non raccoglie risultati.

Oscar Onley (Netcompany INEOS), 5,5: Anche lui occupava posti non trascurabili nella scala dei pronostici, ma alla fine raccoglie di quel che ci si poteva aspettare. Ha cercato di dire la sua, anche a fronte del lavoro fatto dalla squadra in alcuni frangenti, ma non ci riesce.

Davide Piganzoli (Visma|Lease a Bike), 5,5: È il migliore dei suoi all’arrivo (16esimo posto), ma questa volta la sua squadra non ha brillato, sebbene di maglie giallonere se ne siano viste parecchie nell’arco della gara. Una di queste è stata quella di Matteo Jorgenson (5), che, dopo alcune prove eccezionali, ha provato la mossa da lontano insieme a due connazionali, ma che alla fine non è riuscito a raccogliere alcunché.

Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5: Sull’onda dell’entusiasmo per l’oro europeo, ci si poteva aspettare qualcosa in più, ma questa volta, senza nulla togliere agli interpreti della crono di Senčur, il campo dei rivali era di enorme valore. Lo sloveno rimane appeso al gruppo dei migliori finché riesce, poi cede e taglia il traguardo 9 minuti dopo rispetto a Seixas. In attesa di conoscere le novità sul suo futuro, non il miglior modo per salutare la sua squadra attuale.

Lenny Martinez (Bahrain Victorious), 5: Conferma le difficoltà di un finale di stagione per lui abbastanza complesso. Esce di scena abbastanza presto e chiude la sua fatica lontano dalle posizioni che contano.

Juan Ayuso (Lidl-Trek), 4,5: Altro passaggio a vuoto per un corridore che in queste occasioni è sempre molto atteso, ma che, in fin dei conti, fin qui ha raccolto pochino. Perde contatto dai “pari grado” quando la corsa si infiamma e non riesce più a riemergere. Finale di stagione in tono minore per lo spagnolo.

Isaac Del Toro (UAE Emirates XRG), 4: Stavolta quando la corsa decolla, lui rimane a terra. Fare il supplente di Tadej Pogačar sarebbe cosa difficilissima per tutti e il messicano, che per quel ruolo è stato designato dalla squadra, è arrivato all’appuntamento lombardo con qualche problema fisico che lo ha probabilmente condizionato.

Quinn Simmons (Lidl-Trek), sv: L’anno scorso fu protagonista enorme di questa corsa, questa volta prova a giocarsi le sue carte in maniera diversa, andando all’attacco con un paio di connazionali e sperando magari di ripetere la gran giornata di Montréal di qualche settimana fa. Il piano non riesce e poi ci si mette di mezzo anche la sfortuna, visto il problema meccanico che lo appieda in un momento chiave della gara.

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